A Roma la direzione nazionale su partecipazione democratica e scenari globali: nel 2025 cresce il sistema Legacoop

Roma, 24 marzo 2026 – “Quando la politica smette di parlare solo di se stessa e tocca nervi sensibili del Paese come la tenuta delle istituzioni e i diritti, i cittadini si sentono protagonisti e tornano a farsi sentire”.

Lo ha detto il presidente di Legacoop Simone Gamberini durante la Direzione nazionale che si è tenuta il 24 marzo a Roma, commentando l’esito del referendum sulla Giustizia che ha visto la vittoria del “No”. Nei giorni precedenti, l’Associazione aveva diffuso un invito al voto, evidenziando il valore della partecipazione come elemento essenziale per un corretto funzionamento della democrazia. 

Gamberini ha sottolineato come il voto abbia avuto una forte valenza politica e abbia mobilitato segmenti di elettorato, in particolare tra i più giovani, che da tempo non partecipavano attivamente alla vita pubblica. “Il risultato – ha osservato – ci consegna un Paese attraversato da una fase complessa: una parte della società chiede di essere ascoltata e di sviluppare un’idea di società diversa”.

Il presidente di Legacoop ha annunciato che l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha deciso di sostenere la ricandidatura di Attilio Dadda (vicepresidente vicario di Legacoop Nazionale e presidente di Legacoop Lombardia) per un secondo mandato nel board dell’International Cooperative Alliance (ICA), con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza delle cooperative italiane ed europee. Allo stesso tempo è stato confermato il sostegno alla ricandidatura dell’attuale presidente dell’ICA, l’argentino Ariel Guarco, con cui il movimento cooperativo italiano ha lavorato negli ultimi anni su iniziative di rilievo come l’aggiornamento della Carta dei principi cooperativi e l’avvio di una riflessione internazionale sull’intelligenza artificiale.

In questo contesto, secondo Gamberini, il movimento cooperativo è chiamato a contribuire alla costruzione di un clima di fiducia e coesione sociale. Anche per questo la Biennale cooperativa in programma a Milano il 9 e 10 ottobre prossimi sarà l’occasione per presentare il Manifesto cooperativo per il Paese, con l’obiettivo di intercettare le domande sociali emerse negli ultimi mesi e offrire una visione di sviluppo inclusivo.

Gamberini ha inoltre illustrato il percorso avviato da Legacoop per rafforzare il coinvolgimento diretto delle imprese nei processi associativi. Negli ultimi mesi sono state attivate diverse piattaforme di lavoro condivise – dalla task force sulla comunicazione a quelle sulla sostenibilità, sull’energia, sul digitale, sull’internazionalizzazione – con l’obiettivo di accompagnare le cooperative nei processi di transizione digitale, sostenibilità e adattamento ai nuovi scenari economici.

“Stiamo cercando di costruire un modello di lavoro che coinvolga direttamente le imprese nei processi decisionali e nelle politiche associative – ha spiegato – per supportare il management cooperativo nelle scelte strategiche”.

La prossima Direzione, prevista per il 29 aprile, sarà dedicata in particolare agli scenari macroeconomici e vedrà la partecipazione, tra gli altri, della presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio Lilia Cavallari.

Nel corso della riunione è stata presentata la settima edizione del Rapporto annuale di Legacoop, realizzato dal Centro Studi dell’associazione insieme a Prometeia, illustrata da Mattia Granata.

Il rapporto negli anni ha progressivamente ampliato il proprio bacino di analisi, partendo da un campione iniziale di 250 cooperative nel primo anno, per arrivare alle 4.800 cooperative di quest’anno, che corrisponde a quasi l’intero universo delle cooperative aderenti, con un valore complessivo della produzione di circa 65 miliardi di eurocui vanno aggiunti il valore della produzione del settore finanziario assicurativo, pari a 16 miliardi di euro, e quello della rete di vendita dei dettaglianti, pari a 10 miliardi di euro.

L’analisi, illustrata da Alessandro Carpinella di Prometeia, fotografa un triennio 2022-2024 molto positivo per le cooperative aderenti a Legacoop, che confermano alcune caratteristiche strutturali del sistema cooperativo:

● oltre il 90% delle cooperative sono microimprese, che rappresentano una componente fondamentale dell’equilibrio economico del sistema;

● le cooperative di grandi dimensioni generano il 66% della produzione complessiva;

● la patrimonializzazione del sistema è cresciuta del 22% negli ultimi anni;

● le situazioni di crisi rappresentano una quota molto limitata, pari a circa il 2% delle imprese.

Nel complesso, il sistema cooperativo aderente a Legacoop ha registrato una crescita del valore della produzione superiore all’inflazione e, nel confronto con altre forme d’impresa, ha mostrato una maggiore capacità di assorbire gli effetti dell’aumento dei prezzi grazie alla gestione dei fattori produttivi e alla presenza di meccanismi mutualistici.

L’analisi macroeconomica presentata da Carpinella evidenzia come il 2025 si sia chiuso complessivamente in modo positivo: l’inflazione è rientrata senza produrre gli effetti recessivi che molti analisti temevano.

Tuttavia lo scenario resta caratterizzato da un’elevata incertezza. Le previsioni indicano per l’Italia una crescita del PIL inferiore all’1%, con una stima dello 0,7% nel 2025.

Tra i fattori di rischio principali:

● l’andamento dei prezzi dell’energia, con la possibilità che il petrolio superi i 100 dollari al barile;

● le tensioni geopolitiche;

● gli effetti della trasformazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale sul lavoro.

Il mercato del lavoro continua a crescere, ma senza una significativa dinamica dei salari reali. Allo stesso tempo pesa la demografia: rispetto a venticinque anni fa l’Italia registra circa 200mila nascite in meno all’anno, un dato che pone interrogativi rilevanti sulla sostenibilità futura del sistema economico e sociale.

Un focus specifico è stato dedicato all’internazionalizzazione delle cooperative, su cui è intervenuta la responsabile delle Relazioni Internazionali di Legacoop Francesca Ottolenghi.

Nel 2022 il fatturato estero aggregato delle cooperative aderenti ha raggiunto 4,6 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 30% rispetto al 2019. L’export rappresenta il 6,5% del valore della produzione complessiva, quota che sale al 16,2% nel settore agroalimentaree al 26,3% in quello industriale.

Le cooperative sono già presenti in modo significativo nei mercati europei, mentre fuori dall’Unione europea emergono opportunità importanti in Paesi come Brasile, Stati Uniti, Cina, Giappone e Arabia Saudita.

Tra le criticità segnalate dalle imprese, resta rilevante la difficoltà di accesso agli strumenti di supporto all’internazionalizzazione: quasi il 46% delle cooperative che operano sui mercati esteri dichiara di non aver ricevuto sostegno dal cosiddetto “Sistema Italia”, che comprende organismi come ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, SACE e SIMEST.

In questo contesto, Legacoop intende rafforzare il proprio ruolo di accompagnamento alle imprese attraverso iniziative di matching commerciale, la creazione di cluster settoriali, partnership nazionali e internazionali e servizi di supporto tecnico e informativo.

La Direzione ha infine condiviso l’avvio di un percorso di approfondimento sugli scenari economici e geopolitici che coinvolgerà nei prossimi mesi istituzioni e centri di ricerca, con l’obiettivo di definire strategie di lungo periodo a sostegno dello sviluppo delle cooperative.

In un contesto globale segnato da profonde trasformazioni, Legacoop punta a rafforzare il ruolo delle imprese cooperative come fattore di stabilità economica, innovazione sociale e coesione territoriale.

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