Tappa conclusiva del progetto di Culturmedia Legacoop per i 50 anni della cooperazione culturale con l’adesione alla Fair Culture Charter UNESCO e la premiazione del concorso “Un metro di libri, un’officina di idee”.
Venezia, 23 gennaio 2026 – Si è svolto venerdì 23 gennaio, presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti, l’evento “Filiere culturali cooperative per uno sviluppo equo e sostenibile”, tappa conclusiva del progetto nazionale con cui Culturmedia Legacoop ha celebrato i 50 anni della cooperazione culturale italiana.
Un percorso che nel 2025 ha attraversato il Paese per promuovere la cultura come bene comune e rilanciare la visione del fondatore di Culturmedia Cesare Zavattini, coinvolgendo istituzioni e mondo cooperativo per affermare le filiere culturali come leva di sviluppo equo, sostenibile e di rigenerazione territoriale.
Durante la giornata, tra le altre cose, si è tenuto un dibattito sulle politiche pubbliche per l’economia sociale della cultura, con l’intervento del presidente di Legacoop, Simone Gamberini, e una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Marianna Aprile, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee: Elena Murelli (Senato), Anna Laura Orrico (Camera) e Nicola Zingaretti (Parlamento Europeo).
“Cesare Zavattini ci ha insegnato che la cultura è progetto di democrazia ed emancipazione – ha dichiarato Giovanna Barni, presidente nazionale di Culturmedia Legacoop. “Oggi l’Italia non perde solo abitanti, ma soprattutto giovani, opportunità e lavoro dignitoso, specie nelle aree interne, ricche di patrimoni culturali straordinari, ma prive di contesti che consentano di restare e costruire futuro. Le filiere cooperative dimostrano che uno sviluppo sostenibile e competitivo è possibile anche nei luoghi più fragili, contro abbandono e desertificazione culturale. Queste filiere oggi si traducono in cinquanta progetti concreti in giro per l’Italia, tanti quanti gli anni di Culturmedia, e stanno già lavorando per cambiare il Paese, affrontando tre grandi nodi strutturali: l’assenza di identità e di attrattività di molte aree, la perdita di partecipazione e di coesione sociale, l’incapacità di innovare che spinge i giovani ad andarsene. Non siamo qui per tirare le somme, ma per aprire una fase nuova: dobbiamo chiederci come passare dalle buone pratiche alle politiche, da casi isolati a un vero modello di sviluppo, dalla frammentazione a una visione strategica integrata di rete. L’adesione alla Fair Culture Charter UNESCO inserisce la cooperazione culturale italiana nel percorso internazionale che riconosce la cultura come obiettivo autonomo dello sviluppo sostenibile. Ora serve un salto di scala, per sostenere reti, filiere e governance partecipate, rafforzando comunità, competitività sostenibile ed empowerment territoriale”, ha concluso Barni.
Lucia Albano, sottosegretaria al ministero dell’Economia, ha evidenziato che Culturmedia e Legacoop sono “attori dell’economia sociale e motore di rigenerazione urbana e territoriale, di sviluppo sostenibile, di inclusione e di crescita economica e sociale da tanti anni” ricordando che in Italia sono “circa 400.000 le organizzazioni attive che corrispondono circa all’8% delle organizzazioni private per un totale di 1,5 milioni di addetti, ma con quasi 5 milioni di volontari che collaborano in maniera significativa al welfare e al bene comune”.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Andrea Rinaldo, presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Donatella Calabi, vicepresidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti; Michela Vogrig, presidente Legacoop Friuli-Venezia Giulia, Giorgia Pea, presidente commissione cultura, teatro e cinema (Comune di Venezia), Monica Calcagno, Università Ca’ Foscari, Davide Mantovanelli, Legacoop Veneto, con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali e accademiche.
È seguita una riflessione sulle sfide demografiche e sociali del nostro tempo, affidata al contributo di Alessandro Rosina, ordinario di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano. La sua analisi ha delineato un’Italia che non affronta solo un calo demografico, ma la perdita di prospettive per le nuove generazioni: un rischio sistemico che si manifesta soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni, spesso ancora ricchi di patrimonio culturale, identità, competenze e potenzialità, ma segnati da carenza di servizi culturali, opportunità professionali e contesti abilitanti.
In questo scenario, la cooperazione culturale agisce non solo come modello imprenditoriale, ma come infrastruttura civica in grado di ricostruire capitale culturale, sociale e umano, generare occupazione dignitosa, creare presìdi stabili di comunità, innovare settori tradizionali attraverso la creatività e contrastare l’abbandono e la desertificazione culturale, come dimostrano le testimonianze delle cooperative attive nelle filiere del patrimonio, del turismo, dello spettacolo dal vivo e delle industrie creative.
Nel corso della giornata è stata formalizzata l’adesione di Culturmedia Legacoop e dell’International Cooperative Alliance (ICA) alla Fair Culture Charter UNESCO, alla presenza di rappresentanti istituzionali internazionali, inserendo l’esperienza italiana nel percorso avviato da Mondiacult per il riconoscimento della cultura come obiettivo autonomo dello sviluppo sostenibile.
In un videomessaggio Ernesto Ottone-Ramírez, Direttore Generale aggiunto per la cultura UNESCO, ha dichiarato che “la cultura non è solo creatività, ma una pietra miliare dello sviluppo sostenibile e inclusivo, e la vostra rete cooperativa ne è un esempio concreto, capace di unire imprese di cultura, turismo e comunicazione”, sottolineando la necessità di “proteggere la diversità culturale, affrontare le pressioni della globalizzazione e riconoscere le espressioni culturali come identità e leva di trasformazione economica”. Ramirez ha infine ricordato che “i settori culturali e creativi valgono oltre il 3% del PIL globale e quasi 30 milioni di posti di lavoro, ma il potenziale resta squilibrato e richiede di contrastare le disuguaglianze strutturali dei mercati culturali”, impegno che, ha aggiunto, ispira iniziative come Fair Culture.
Alessandra Priante, presidente ENIT, ha sottolineato che “le filiere culturali cooperative sono una leva di sviluppo equo e sostenibile” e che il lavoro di Culturmedia, soprattutto nelle aree interne, rappresenta “un esempio concreto di turismo sostenibile”.
In un videomessaggio è intervenuto anche Glenn Micallef, Commissario Europeo per l’Equità Intergenerazionale, Giovani, Cultura e Sport, che ha definito Culturmedia Legacoop “una rete dinamica che ha reso la cultura accessibile, creato lavoro dignitoso e rafforzato le comunità in tutta Italia”, evidenziando che questi principi “sono al centro della nuova bussola culturale europea, che mette diritti, accesso alla cultura e sviluppo sostenibile al cuore delle politiche Ue”.
Santosh Kumar, Direttore Legislazione ICA, ha ricordato che “Il legame indissolubile tra cultura e cooperazione ha portato l’UNESCO a iscrivere l’idea stessa e la pratica di organizzare interessi condivisi attraverso le cooperative nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2016. Questo riconoscimento afferma le cooperative come elemento culturale di eccezionale valore universale, trasmesso di generazione in generazione e che contribuisce in modo significativo allo sviluppo sostenibile”.
È intervenuto con una nota anche il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha dichiarato: “E se invece di fare una mappa dei vuoti facessimo una mappa delle reti per metterle insieme, per connettere tra di loro e rivitalizzarle, per costruire una rete in funzione delle nostre comunità? Ecco, in questo contesto la rete della cooperazione culturale può essere decisiva, un autentico volano per la rigenerazione sociale ed economica dei territori”.
Nel corso dell’evento sono stati inoltre annunciati i vincitori del concorso nazionale “Un metro di libri, un’officine di idee”, rivolto a giovani designer, architetti e creativi, in omaggio a Cesare Zavattini: per la sezione “Spazio Domestico” primo premio a Filippo Oppimitti con “Fermìn”; secondo premio ad Alberto Micieli con “Comporre la lettura”; terzo premio a Chiara Roggerone con “La Covoteca”.
Per la sezione “Spazio Urbano” primo premio a Giorgia Pierleoni con “A libro aperto”; secondo premio ad Antonio Derobertis con “Nido – Microspazio per la lettura condivisa”; terzo premio a Laura Ermedi con “Leggere in movimento”.
Daniela Furlani, presidente di Doc Creativity Soc. Coop., cooperativa veneta attiva nel settore della creatività e della cultura, che ha supportato l’organizzazione del convegno, ha concluso: “L’esperienza di Doc Creativity dimostra che quando le professioniste e i professionisti della creatività sono tutelati, regolati e messi nelle condizioni di lavorare con dignità, possono generare un impatto reale sulle comunità e contribuire a trasformare l’immaginario collettivo. Inoltre, la cultura, se costruita insieme alle persone, diventa uno strumento di dialogo, riconoscimento reciproco e rigenerazione dei territori. Coinvolgere anche le professioniste nella progettazione di attività creative apre a nuovi spazi di espressione e permette alle donne di poter realizzare il sogno di lavorare nel mondo dell’arte. È così che la cooperazione rende la cultura un vero motore di sviluppo sostenibile, equo e inclusivo”.
Con l’appuntamento di Venezia, Culturmedia Legacoop chiude simbolicamente l’anno del cinquantenario guardando al domani: un futuro in cui la cultura cooperativa continua a essere laboratorio di innovazione sociale, presidio democratico e motore di sviluppo sostenibile per il Paese.







