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LEGACOOP - Grandi opere? La più urgente è la messa in sicurezza del territorio

Modena, 08 febbraio 2010 - “Le cooperative forestali e i loro consorzi, aderenti a Legacoop Agroalimentare, sono pronte per concorrere alla realizzazione della più grande, oggi diventata la più urgente, opera pubblica del Paese: la cura e la manutenzione del territorio fatto di boschi da gestire (10,5 mil di ettari), fiumi da regimare, suoli da mettere in sicurezza”.

Lo ha dichiarato da Giovanni Luppi, presidente di Legacoop Agroalimentare, concludendo i lavori del Comitato Silvicoltura che si è riunito a Modena per definire il Piano di lavoro 2010. Sono 150 i consorzi e le cooperative, 3.000 i soci, fra maestranze e tecnici, che trovano sintesi unitaria nazionale nel consorzio AppenninoVivo Europa. L’esperienza, consolidata in venti anni di esercizio nei territori montani, ha fatto maturare competenze, capacità professionali notevoli sia nell’esecuzione d’interventi di gestione forestale e ambientale – utilizzando, peraltro, le più moderne tecniche dell’ingegneria naturalistica – sia nella pianificazione e progettazione ambientale.

“Migliorando l’ambiente si è creato e sviluppato lavoro – ha continuato Luppi – questo l’obiettivo delle cooperative che si rinnova e si rafforza in tempi di crisi occupazionale e di necessità ed obblighi (vedi il Protocollo di Kyoto e il difficile negoziato di Copenhagen)”. “Visto che si tratta di gestione di progetti pubblici – ha sottolineato Teodoro Bolognini, responsabile del settore Silvicoltura – rimane fondamentale il rapporto con le Istituzioni, Unione Europea, Governo italiano e Regioni, per le quali, viste le difficoltà economiche e occupazionali, questi temi non sono ora fra le priorità”.