Uscire dalla crisi è possibile ma le regole del mercato devono esser riviste così come va costruito un valido modello di impresa - a cui tutti dovrebbero fare riferimento - e fondato su: imprese più patrimonializzate, meno profitto individuale e più valore collettivo, dirigenti meno pagati e senza benefit legati ai risultati a breve, più responsabilità sociale verso le comunità e l’ambiente, maggior etica della responsabilità e cultura della collaborazione fra lavoro e capitale.
È questo il messaggio che Renzo Marinig, presidente di Legacoop Fvg, lancia per uscire dalla crisi e, con dati alla mano ed esempi concreti, dà il quadro di una cooperazione che ha tutte le carte in regola per affrontare l’attuale momento economico e le sfide del mercato, ma soprattutto aperta a collaborare con le altre imprese nella costruzione di un mercato concorrenziale e regolamentato, che rafforzi la competizione economica salvaguardando la coesione sociale.
“E’ noto che la finanza “creativa”, fine a se stessa e non utilizzata come mezzo per lo sviluppo, abbia innescato la crisi – spiega Marinig - e per superarla, bisogna avere il coraggio di cambiare. Servono imprese capaci di creare sviluppo e non solo profitti, in grado di essere sostenibili nel tempo, perciò ogni impresa dovrebbe essere anche sociale. Ma serve anche una revisione di alcune norme del codice civile prefissando, ad esempio, una percentuale di rapporto patrimonio /fatturato prima di poter dividere gli utili”.
Maring ricorda come le cooperative di Legacoop Fvg stanno dimostrando di saper affrontare l’attuale difficile situazione economica anche grazie agli utili non distribuiti ma portati a riserva indivisibile, non delocalizzando e assumendo comportamenti virtuosi e di responsabilità sociale. Attuando, cioè, nel quotidiano i propri valori mutualistici e di solidarietà.
“La crisi globale – specifica - ha posto interrogativi sul futuro dell’economia e della società: stati, organismi internazionali e, non da ultimo, le imprese devono dare adeguate risposte proprio per far sì che non si ripetano gli errori che hanno portato il sistema economico in questa difficile situazione. Il mercato, dunque, dovrà ripartire in maniera diversa e con nuove regole e la cooperazione, proseguendo a rispettare i propri valori, può e deve collaborare con le altre imprese nella costruzione di questo mercato concorrenziale e regolamentato. Per questo serve più cooperazione. Una cooperazione capace di fornire risposte adeguate e di includere nel mercato soggetti sociali che ne erano ai margini”.
Significativo, secondo Marinig, è il concetto di imprenditore: “Quest’ultimo – indica -dovrebbe avere come scopo un progetto e non solo il profitto: comportamenti diversi portano, invece, alla speculazione. La storia insegna – prosegue - che le civiltà avanzano quando la responsabilità sociale dell’impresa prevale sulla speculazione e regrediscono quando accade il contrario. Ogni impresa va letta come “progetto” e l’efficienza e l’economicità come un vincolo da rispettare se si vuole sviluppare il percorso, creare valore aggiunto e rendere l’impresa sostenibile nel tempo. Le cooperative da sempre portano avanti questi valori ed è per questo che riescono a mantenere e sviluppare l’occupazione e ad investire”.
Sul fronte investimenti, infatti, quelli che interessano le coop aderenti alla Lega regionale delle Cooperative superano ampiamente, al momento, i 30 milioni di euro e riguardano diversi settori quali la logistica, le infrastrutture, le filiere agroalimentari ma anche il comparto energetico con l’obiettivo di puntare sulle fonti alternative per ottenere, in tempi brevi, l’autosufficienza energetica.
“Tali iniziative – indica Marinig – stanno permettendo alle associate di dare opportunità di lavoro e occupazione sia alle coop medio-piccole sia alle altre imprese”.
Nell’ambito logistico e della grande distribuzione, solo per citare alcuni esempi, è stato già avviato il progetto per la realizzazione di nuovo centro di distribuzione di Coopca, che sorgerà ad Amaro con un finanziamento di oltre 20 milioni di euro e che sta dando lavoro a un’impresa della zona.
Astecoop, invece, è impegnata nella costruzione di un’innovativa piattaforma logistica regionale per i prodotti freschi e freschissimi che prevede una spesa totale di oltre 4milioni di euro e contribuirà a dare occupazione ad alcune cooperative della regione.
Fra i nuovi progetti che interessano le coop associate rientra anche l’esempio della nascita di una nuova realtà nel distretto industriale che gravita su San Giorgio di Nogaro, dove alcuni dipendenti di uno stabilimento metalmeccanico in dismissione hanno dato vita a una nuova cooperativa.
Sul fronte occupazione, la richiesta di cassa integrazione ha interessato, fino a ora, meno dell’1% dei 14.600 lavoratori delle coop aderenti a Legacoop Fvg e, grazie agli utili non distribuiti ma portati a riserva, le associate hanno dimostrato di essere in grado non solo di affrontare con maggior forza la crisi in atto, diffusa in ogni settore, ma anche di continuare a investire creando nuovi posti di lavoro.
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