“Si è chiuso un anno davvero difficile e quello che è iniziato si annuncia altrettanto, se non più difficile”. È stato questo l’esordio di Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, alla presentazione del Bilancio Consuntivo 2008 nel corso dell’assemblea annuale. La crisi finanziaria, che è diventata crisi economica, si è fatta pesantemente sentire nel corso del 2008 sull’andamento dei consumi che hanno subito una forte flessione (- 2,4% sugli alimentari e -7,2% sui beni durevoli. Fonte ISTAT). Nonostante ciò, Coop consolida la sua leadership, che si attesta pari al 17,8% della grande distribuzione organizzata, e accresce il fatturato: 12,6 miliardi di euro (+3,8% rispetto al 2007). Benché la combinazione tra il calo dei consumi e la crescita degli investimenti per il contenimento dei prezzi abbia reso difficile la tenuta dei margini lordi e della complessiva redditività commerciale; il margine operativo netto 2008 è 0,8% sulle vendite, in linea con quello dell’anno precedente:
Nel corso del 2008 sono aumentati la rete di vendita (1427 punti di vendita complessivi e 31 nuove aperture), gli addetti (56.500, con 400 nuovi addetti) e continuano a crescere i soci che sfiorano quota 7 milioni (+3,9%).
“La crisi si è fatta sentire anche nelle scelte di consumo –ha continuato Tassinari- Abbiamo notato un ritorno al “carrello basico”: quello composto prevalentemente da generi alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte) che è cresciuto nel 2008 di un +6,4% e nei primi 4 mesi del 2009 di un +8,5%. Registriamo inoltre un’indubbia preferenza per le marche private, mentre calano i prodotti di marca. In questo quadro i risultati del prodotto a marchio Coop sono molto positivi: si è arrivati nel 2008 ad una quota (incluse carni e ortofrutta) del 25,2% con un incremento del fatturato pari a + 13%. Il risultato si deve a un mix di componenti: la qualità, i valori e la convenienza dei prodotti Coop. Nel 2008, quando i prezzi delle materie prime sono calati, dopo i rialzi speculativi del 2007, abbiamo affermato con forza nei confronti del mondo della produzione la nostra volontà di respingere aumenti ingiustificati dei prezzi, contenendo così la dinamica inflattiva.
Anche nei primi mesi del 2009 le azioni di tutela del potere d’acquisto (la campagna “Dalla tua parte noi”) vedono il prodotto coop protagonista”.
Proprio grazie a queste azioni (che continueranno nel corso dell’anno), nei primi 6 mesi del 2009 Coop migliora la sua performance (+ 3,9%) grazie al contenimento dei prezzi e al successo dell’iniziativa sui prodotti coop e sui freschissimi, benché le previsioni continuino ad essere negative: cresce la disoccupazione, si abbassano ancora i consumi (previsioni secondo vari istituti al meno 2,4%).
Positivi sono i risultati dei patti di filiera sottoscritti con i produttori agricoli italiani. Coop è in controtendenza rispetto al mercato: crescono le vendite di ortofrutta nel 2008 sul 2007 e nel 2009 sul 2008 di 5 punti percentuali.
Pur in un contesto difficile Coop conferma i suoi piani di sviluppo: entro il 2011 si punta all’apertura di 62 nuovi punti di vendita, dei quali 24 Ipercoop (3 in Sicilia e 2 in Puglia).
Si confermano inoltre nel 2008 le positive esperienze avviate sul versante dei nuovi servizi: Coop Voce raggiunge la quota di 350.000 utenze attivate e i corner Coop Salute aperti sono 90, con 65 milioni di fatturato e una quota del 65% nella grande distribuzione.
“Abbiamo svolto un ruolo di apertura e di calmieramento del mercato in nuovi settori: dai farmaci da banco alla telefonia- ha commentato Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop che ha concluso l’Assemblea- e abbiamo recentemente immesso sugli scaffali il secondo farmaco a marchio Coop. Purtroppo dobbiamo registrare continue e ripetute messe in discussione delle liberalizzazioni. Difendiamo gli spazi aperti, forti dei concreti vantaggi che si sono prodotti per i consumatori”. “Più complessivamente –ha continuato Soldi- ci siamo schierati con chiarezza dalla parte del consumatore per aiutarlo concretamente ad assorbire gli effetti della crisi. Chiediamo al Governo misure per il sostegno ai redditi più bassi, per il rilancio della domanda interna, per la difesa dell’occupazione”.
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