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In Piemonte dalla crisi spunta la super cooperativa dell'energia
di Daniele Martini

 

«E’ una strana bestia» scherza Mauro Busa presentando Enercoop il nuovo consorzio di 11 realtà cooperative che si occupa in prevalenza di energia. Strana soprattutto per i tempi perché spunta proprio nel bel mezzo della crisi, quando le imprese sperano solo che passi la nottata, pensano a parare i colpi più duri, si ridimensionano, licenziano e mettono in cassa integrazione. Andando controcorrente, le coop piemontesi hanno deciso di percorrere un’altra strada. E strana Enercoop lo è anche per la composizione: un inedito mix di tipologie cooperative differenti, dall’Aeg, Azienda di energia e gas di Ivrea, che è una coop di consumo, alle coop di produzione, da quelle di lavoro a quelle di servizi. Funzionerà?

«Ci vuole anche un po’ di incoscienza», insiste autoironico Busa, membro di presidenza di Legacoop Piemonte con delega, tra l’altro, ai progetti speciali, che sulla nuova coop ha puntato molto ed ora è vicepresidente. Ma subito aggiunge, a scanso di equivoci, che non si tratta affatto né di un salto nel buio né di un’improvvisazione, anzi. La fase di gestazione di Enercoop è stata lunga, un paio d’anni almeno, contrassegnata da riunioni a non finire, riflessioni minuziose, studi ponderosi, analisi, elaborazioni. Quando hanno deciso di partire sapevano bene ciò che stavano facendo avendo soppesato fino all’estenuazione rischi ed opportunità, svantaggi e prospettive. E poi dietro non avevano una tabula rasa: ognuna delle coop aderenti ha un suo spazio di lavoro, un suo mercato, una sua presenza nella realtà piemontese. A cominciare dalla Aeg, coop con un secolo di vita, distributrice del gas ad Ivrea e da qualche anno fornitrice anche di elettricità, un’azienda né piccola né improvvisata, con circa 75 milioni di euro di fatturato all’anno. La novità sta nel fatto che Aeg e le altre si sono messe insieme in un consorzio, si sono dotate di una leva commerciale forte e comune e ora si presentano sul mercato come un aggregato unico e più ampio, integrato e capace di dare una risposta a tutte le esigenze che privati, aziende e comuni possono avere a proposito di energia, dalle richieste tradizionali a quelle più innovative, dalla fornitura della luce e del gas, appunto, fino all’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Insieme le 11 coop che aderiscono al nuovo consorzio sommano un valore della produzione che nel 2010 supererà 100 milioni di euro, gli addetti sono 187 e i soci oltre 20 mila. Una di esse, la Risorsaetica di Torino, è crollata sotto la crisi ed è finita in liquidazione, ma nel frattempo ci sono state due new entry: il Consorzio Self che raggruppa le grandi cooperative sociali e Viridia, una coop piemontese di costruzioni che si occupa in prevalenza di teleriscaldamento. Le altre 9 sono: Aeg e Aeg distribuzione di Ivrea, Cga Cooperativa generale automazione, Corintea e Tea di Torino, Gruppo Aliseo di Cuneo, Manutencoop di Bosco Marengo (Alessandria), Nc Elettrica di Cameri (Novara), Taurasia di Moncalieri (Torino).

La prima nebulosa idea della necessità di ripensare l’impegno delle cooperative in ambito energetico in Piemonte nasce un paio d’anni fa da un confronto avviata da Legacoop Piemonte tra le coop che l’energia la usavano in qualità di grandi consumatori e le coop che, invece, l’energia la fornivano o la trattavano in maniera professionale da consulenti e installatori. Da una parte del tavolo sedettero la Novacoop di consumo, l’Arcab di abitazione e le coop sociali che curano i servizi alle persone. Dall’altra le coop che vendevano energia o si occupavano di consulenza in ambito energetico, dalla fattibilità degli impianti ai progetti, più le coop specializzate nell’installazione dei pannelli fotovoltaici e negli impianti di cogenerazione (elettricità più calore). Dopo un po’ di riunioni ritennero che la cosa migliore fosse far nascere una nuova struttura per l’assemblaggio dei pannelli fotovoltaici, poi, però, cambiarono idea perché si resero conto che l’assunto di partenza non era esatto, e cioè che quel tipo di attività non era labour intensive, come ritenevano, con un livello alto di impiego di manodopera. Messa in questi termini la creazione di Enercoop potrebbe sembrare un prodotto di seconda scelta, in realtà la storia di tutte le idee imprenditoriali è una continua messa a punto tra ipotesi diverse fino ad un approdo finale che si ritiene il migliore, con la convinzione che niente è definitivo e i cambi in corso d’opera fanno parte della vita delle aziende.

Arrivata al suo approdo, ora Enercoop sta passando alla fase concreta del lavoro sul campo. I clienti già in portafoglio e potenziali sono grosso modo di tre tipi: le aziende, i comuni, soprattutto quelli meno vincolati dai lacci del patto di stabilità, e le altre coop. In questo periodo le aziende sono molto interessate a riconsiderare i loro sistemi di approvvigionamento energetico con l’eventuale introduzione di pannelli fotovoltaici. Su questa disponibilità pesano in genere una serie di elementi. Il primo è che le imprese sono sempre più sensibili alle esigenze del risparmio energetico; il secondo elemento è che soprattutto in Piemonte molte sono alle prese con la grana di dover smantellare le pericolose coperture in amianto dei capannoni e considerano conveniente abbinare all’operazione di smontaggio quella di installazione dei pannelli fotovoltaici. Il terzo elemento sono gli incentivi in vigore al momento fino a giugno che consentono alle imprese di fare affidamento su un contributo statale per diventare totalmente o parzialmente autosufficienti da un punto di vista elettrico. Per quanto riguarda i comuni, Enercoop si rivolge anche ai piccoli con l’elaborazione di una sorta di bilancio energetico che è uno strumento per capire lo stato dell’arte dell’amministrazione locale da un punto di vista energetico e il primo passo per eventuali interventi migliorativi e di efficienza. Sul mercato di casa delle coop, infine, Enercoop ha avviato un’operazione di monitoraggio propedeutica a proposte specifiche di interventi.

In prospettiva la nuova coop ragiona più in grande pensando di accreditarsi come referente energetico delle coop di costruzione emiliane o toscane che lavorano sui grandi appalti in Piemonte. E poi c’è l’idea di trasformarsi in una Esco, cioè in un soggetto specializzato negli interventi per l’efficienza energetica chiavi in mano, sollevando il cliente dalla necessità di reperire risorse finanziarie per la realizzazione dei progetti. Da questo punto di vista Enercoop ha già avviato contatti con il mondo finanziario cooperativo, a partire da Ugf banca.

(foto in homepage: la sede di AEG a Ivrea)